4 gennaio, sabato – La giornata inizia presto: colazione alle 6:30, poi il treno delle 7:17 dalla stazione di Kraków Główny. Arriviamo a Oświęcim alle 8:45; una breve passeggiata di 15 minuti ci porta al cancello d’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz I. Per conoscere gli orari dei treni, il sito portalpasazera.pl è un ottimo strumento.

Auschwitz I e Birkenau

Il percorso inizia dopo aver varcato i controlli della sicurezza. Si attende in una hall di partecipare al tour guidato, che può essere in diverse lingue. Dopo un breve briefing nel quale ci vengono consegnate le radio per ascoltare le parole della guida, che precisa che il percorso sarà un cammino per lasciare nelle nostre menti la testimonianza degli orrori avvenuti in quei luoghi, ci avviamo verso le costruzioni che ospitavano i detenuti e che oggi sono il luogo in cui sono esposti i resti di quest’ultimi, nonché alcuni documenti che fungono da testimonianza. Prima di entrare in quella che prima della occupazione tedesca era una caserma militare, percorriamo un corridoi realizzato per i visitatori dalle cui mura possiamo sentire pronunciare i nomi delle vittime.

Inutile dire che la visita turba, soprattutto alla vista della miriade di oggetti appartenuti alle persone che sono state eliminate dal Terzo Reich. Occhiali, scarpe, valigie, protesi, capelli, ci sono sale espositive zeppe di oggetti che parlano e raccontano una storia terrificante. Si entra e si esce dagli edifici catturati dalle parole della guida che ci conduce fino al blocco 11, dove venivano torturati e incarcerati coloro che tentavano di creare insurrezioni o trasgredivano ai comandi nazisti. Tra il blocco 10 e 11 verrete invitati dalla guida a un momento di silenzio per ricordare le vittime che venivano fucilate davanti il muro che si trova in quel cortile, sul quale affacciavano le piccole finestrelle delle celle di detenzione dei prigionieri, costretti a sentire le fine che avrebbero fatto pure loro.

Proseguendo il percorso giungerete anche davanti a uno dei forni utilizzati per lo sterminio e da lì potrete vedere da lontano la casa di Rudolf Höß, primo comandante del campo di concentramento di Auschwitz. Là, come ci racconta l’inquietante pellicola La zona di interesse, viveva con la sua famiglia, incurante delle atrocità compiute poco distante da essa.

Visita a Birkenau

Finita questa prima visita, usciamo dal campo per fare una breve pausa (20 minuti) nel parcheggio di ingresso e poi prendiamo l’autobus gratuito che porta a Birkenau (Auschwitz II). Arrivati, l’impatto è anche più forte di quello precedente, qui il paesaggio è dominato da baracche, alcune sopravvissute al tempo, altre distrutte. Un lungo vialone che si percorre in un profondo silenzio in memoria delle vittime conduce ai forni che sono stati fatti saltare dell’esercito nazista per nascondere le prove quando ormai la guerra si stava chiudendo e i Russi stavano per giungere. Il paesaggio è desolante, il clima estremamente rigido, ci si trova in un campo aperto sferzato da un freddo gelido che ben ci fa percepire le condizioni in cui i detenuti dovevano sopravvivere, appena dotati di una semplice uniforme di stoffa. Tutto ci riporta alla mente quello che abbiamo visto in numerosi film che raccontano la vita nei lager.

Da brivido è entrare in una delle baracche visitabili, perfettamente aderente e quello che viene raccontato dai testimoni sopravvissuti: lunghe file di corridoi ai lati dei quali ci sono due livelli di ripiani in legno su cui i detenuti dormivano e in fondo ai corridoi le latrine: tre buchi nel pavimento e un lungo abbeveratoio centrale dal quale sgorgava acqua putrida.

Ritorno a Cracovia

Per il ritorno siamo riusciti a prendere i biglietti online di un treno veloce della compagnia di trasporti ceca Leo Express, che partiva da Oświęcim alle 13:30; in poco più di mezz’ora siamo arrivati a Cracovia.

Pranzo al Chata Restaurant

Alle 15:00, a 15 minuti dal nostro hotel, ci fermiamo al Chata Restaurant, un locale tipico polacco con tavoli in legno e un bel camino acceso. Qui i piatti sono quelli della tradizione: pierogi, placki ziemniaczane (delle sorta di pancake di patate da accompagnare con la panna acida) e stinco. Il pranzo è delizioso, un piccolo sollievo dopo una mattinata emotivamente intensa.

Ultimo saluto a Cracovia

Per smaltire le massicce dosi di cibo e alcool ci dirigiamo verso la piazza del mercato principale per un ultimo saluto a Cracovia, dato che è anche il nostro ultimo giorno di vacanza. Al centro di questa città non possiamo renderci conto di come ci abbia accolto silenziosamente e come abbia saputo entrarci nel cuore scaldandocelo, nonostante le bassissime temperature. Arrivederci Cracovia, a un nuovo incontro!

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Di Max

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