3 gennaio, venerdì – La mattina inizia con una colazione sostanziosa, poi ci dirigiamo verso la Miniera di Sale di Wieliczka. Prendiamo il treno dalla stazione di Kraków Główny; in circa 40 minuti arriviamo a destinazione. Per conoscere gli orari dei treni, il sito portalpasazera.pl è un ottimo strumento.


Arrivo e ingresso
Ci presentiamo 15 minuti prima dell’orario di apertura come indicato sul biglietto. L’ingresso è suddiviso per lingua, così da indirizzarsi in quella scelta per il tour, che è obbligatoriamente guidato. I biglietti, acquistati in anticipo dall’Italia, ci evitano la fila.


Tour guidato nelle “stanze” di sale
Durante la visita attraversiamo gallerie scavate a mano, ammirando enormi caverne di sale illuminate da luci soffuse che creano un’atmosfera quasi surreale. La guida racconta la storia della miniera, iniziata nel XIII secolo, e spiega le tecniche di estrazione del sale. Il percorso, di 2 km, raggiunge una profondità di 135 m, con una temperatura tra i 13-14 gradi. Una delle sale scavate nel sale più spettacolari è la cappella di Santa Kinga, di fatto una chiesa che viene utilizzata per le celebrazioni. A metà percorso troviamo una zona ristoro dove è possibile fare uno spuntino, andare in bagno e acquistare souvenir, come il sale da tavola della miniera. Concluso il tour un addetto, con una lunga passeggiata, ci conduce verso l’ascensore che porta alla superficie.






Pranzo a Wieliczka
Usciti dalla miniera, abbiamo visitato il centro storico di Wieliczka. Abbiamo passeggiando tra i vecchi edifici dalla classica architettura polacca. Abbiamo poi optato per un pranzo veloce prima di riprendere il treno per il rientro a Cracovia. Ci siamo diretti verso la piazza principale (Rynek Gorny w Wieliczce) della cittadina e abbiamo mangiato da Creperie in quanto i pochi ristoranti che offrono cucina polacca tradizionale erano al completo. Le crêpe erano un concentrato di aglio, abbiamo apprezzato la gentilezza del personale, ma la cucina non ci è piaciuta.





Ritorno a Cracovia e visita al quartiere ebraico
Sul treno di ritorno scendiamo a Zabłocie, vicino al quartiere ebraico Kazimierz. Qui facciamo una breve sosta nella vecchia libreria ebraica che si trova dopo aver varcato l’entrata dell’ex Sinagoga Poppera. Qui la casa editrice polacca Austeria è una nuova interessante scoperta; nota per la pubblicazione di autori italiani in Polonia (e viceversa) e progetti unici come i “Libri da scrivere” che hanno pagine bianche per scrivere, quelli inerenti alle varie città d’Europa sono particolarmente belli e curati.


Proseguiamo la camminata versa la Vecchia Sinagoga, che ospita il Museo della storia ebraica. Oltre a poter osservare l’interno del luogo con il bema e l’Arca della Torah, in mostra ci sono oggetti usati nei riti ebraici e documenti sulla storia degli ebrei di Cracovia.


Pausa calda al Giona
Restiamo nel quartiere ebraico, ci dirigiamo in ulica Józefa. Nel caffè Giona ci concediamo un bicchiere di vin brulé speziato e una herbata. L’herbata polacca è semplicemente il termine polacco per il tè, ma in Polonia si consuma spesso in modi specifici: forte, nero, spesso aromatizzato (frutti di bosco, fragola), a volte con latte (chiamato bawarka). Viene servito con frutta, di solito mele essicate, arance o limone, o una serie di spezie, come anice stelato, cannella e chiodi di garofano, da aggiungere a piacere nella bevanda.

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